Futurismo. La nascita dell’avanguardia 1910-1915

LOCALE / Cultura
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“Futurismo. La nascita dell’avanguardia 1910-1915 ”, allestita nelle sale di Palazzo Zabarella a Padova, si impone come mostra d’eccezione che indaga in modo assolutamente inedito le origini del movimento, offrendo una visione nuova ed originale e invitando alla scoperta di una realtà artistica fino a ora poco, o per niente, svelata.

“Futurismo”, innanzitutto, significa “arte del futuro”, e infatti, tra le avanguardie del ‘900 è quella maggiormente animata da un sentimento rivoluzionario di rinnovamento, di ribellione nei confronti della tradizione e di fiducia nelle possibilità offerte dal futuro e dalle sue innovazioni tecniche. Gli artisti della prima generazione di futuristi - Umberto Boccioni, in primis, e poi Carlo Carrà, Luigi Russolo, Antonio Sant’Elia, Giacomo Balla e Gino Severini - si pongono come obiettivo di risvegliare l’arte figurativa poiché non è più immaginabile che continui a dar voce a tematiche lontane dalla realtà, spesso vincolate a soggetti religiosi e mitologici.

 

 

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All’interno del Museo Correr sono state restaurate tutte le sale degli appartamenti privati utilizzati dagli esponenti di ben tre case regnanti : Bonaparte, Asburgo e Savoia lungo tutto l’Ottocento e fino al 1920. Una straordinaria restituzione alla città di VENTI SALE del Palazzo Reale di Venezia che riporta in tal modo l’area Marciana alla sua identità originale. La storia dei Giardini Reali risale al progetto di riforma dell’Area Marciana voluto da Napoleone al principio dell’Ottocento. Oggi i Giardini Reali, rigogliosi e ricchi di prospettive inaspettate, hanno riacquistato pregio formale e complessità botanica ritornando a rivestire un ruolo centrale per la città; rilevante inoltre l’attenzione dedicata a un effetto coloristico pensato quale contrappunto ad un insieme armonioso. Nel cuore di Venezia, in piazza San Marco, lo storico Palazzo Ducale capolavoro dell’arte gotica, sede del Doge e delle magistrature statali, diviene simbolo rappresentativo della città e della civiltà veneziana. La struttura imponente sembra poggiare leggera sui colonnati intarsiati, traforata come un merletto, stratificata con elementi costruttivi e ornamentali: dalle antiche fondazioni all’assetto tre-quattrocentesco dell’insieme, ai cospicui inserti rinascimentali, ai fastosi segni manieristici. Tre sono i principali corpi di fabbrica: l’ala verso il Bacino di San Marco, la più antica, con la Sala del Maggior Consiglio, l’ala verso la Piazza San Marco, già Palazzo di Giustizia con la Sala dello Scrutinio e l’ala rinascimentale, con la residenza del doge e gli uffici del governo. L’ingresso al pubblico è la Porta del Frumento che deriva il suo nome dall’antica posizione accanto all' “Ufficio delle Biade”.

Una mostra che si prefigge di far rivivere ai visitatori grandi e piccini quella che è definita “la più grande scoperta archeologica del XX secolo”, ossia l’apertura della Tomba di TUTANKHAMON